{"id":9,"date":"2024-11-14T14:17:39","date_gmt":"2024-11-14T13:17:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.curone.it\/?p=9"},"modified":"2024-11-14T14:18:46","modified_gmt":"2024-11-14T13:18:46","slug":"listruttore-di-vela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.curone.it\/?p=9","title":{"rendered":"L\u2019Istruttore di vela"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/DSC017431-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10\" srcset=\"https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/DSC017431-768x1024.jpg 768w, https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/DSC017431-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/DSC017431-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/DSC017431.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Un giorno d\u2019estate, me ne stavo seduto sul pontile dove vengono ormeggiate le barche del secondo corso della Scuola di Vela Centro Velico Caprera. E\u2019 un pontile di cemento contornato di prolungamenti di legno al fine di ridurre i danni durante le manovre di arrivo da parte di allievi inesperti ed alle prime armi nell\u2019arte velica. Da nord soffiava un venticello incostante e io stavo aspettando che le quattro barche del corso che stavo frequentando in quel periodo tornassero per effettuare delle manovre di esercitazione di arrivo al proprio ormeggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Man mano che gli allievi si avvicinavano all\u2019approdo osservavo l\u2019armamento delle singole barche via via che arrivavano a portata di voce. Una di queste si present\u00f2 con la randa alzata solamente per due terzi dell\u2019albero, cos\u00ec il boma pendeva basso e mancava di poco la testa delle persone che si trovavano nel pozzetto e che erano addette alla manovra. Mi resi immediatamente conto che gli allievi non si erano resi conto dell\u2019errato armamento con cui, peraltro, avevano navigato tutta la giornata. L\u2019equipaggio si stava divertendo ed era sufficientemente concentrato nelle manovre. Ovviamente ero certo che si sarebbero divertiti di pi\u00f9 regolando bene la drizza di randa in maniera che la vela potesse dare la giusta propulsione alla barca permettendole, inoltre, la corretta manovrabilit\u00e0 durante le manovre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tuttavia non mi sentii di segnalarlo. \u201cLascia che imparino da soli!\u201d continuavo a ripetermi sottovoce. Era un buon consiglio, ma impossibile da seguire. Continuavo ad alzare gli occhi per guardare quell\u2019imbarcazione che veleggiava irregolarmente nello specchio d\u2019acqua di Porto Palma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quella vela floscia mi colpiva per mancanza di decenza, di educazione e di eleganza: non volevo che i miei allievi andassero in giro in modo cos\u00ec sconveniente. Quando non potei pi\u00f9 sopportare la vista, scesi sulla banchina di legno del pontile e cominciai ad agitare le braccia, cercando di attirare l\u2019attenzione del timoniere. Alla fine lui mi vide e si diresse verso di me, virando dalla parte sbagliata e virando di prua nuovamente. Fortunatamente il vento era poco e non successe niente di grave.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quando fu alla distanza giusta, misi un pugno sopra l\u2019altro, come se stessi tirando in gi\u00f9 la drizza, e gli urlai: \u201cTira pi\u00f9 su la vela ! Navigherai molto meglio !\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ma il timoniere stratton\u00f2 la barra, fece nuovamente una virata in prua e si diresse verso la direzione opposta, con il boma che andava su e gi\u00f9 per il pozzetto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ero irritato ed offeso, arrabbiato con lui e con me stesso. Volevo insegnare al mio allievo alcuni trucchi e consigli che avevo imparato: te lo offro da parte del velista che c\u2019\u00e8 in me al velista che sta nascendo in te. Ma l\u2019allievo aveva rifiutato quello che avevo da trasmettergli, le lezioni che avevo accumulato andando in barca prima di lui.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tornai a sedermi sul pontile e cercai di concentrarmi sulle altre imbarcazioni che stavano roteando intorno a me, ma non riuscivo a farlo. Mi resi conto di quello che stavo pensando e chiusi gli occhi: potevo sentire attraverso le palpebre il bruciore della luminosit\u00e0 del sole ed ebbi questo pensiero: padre e figlio si incontrarono sulle sponde di un fiume che scorre verso l\u2019infinito. Il figlio denigra il vecchio, che non si degna di rispondergli. Il padre si limita a stare seduto in silenzio e contempla il fiume che gli scorre a fianco. E\u2019 il fiume al di la della comprensione, della conoscenza, dell\u2019orgoglio; \u00e8 il fiume che scorre oltre il se che si sforza continuamente di manifestarsi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Avevo letto questa scena immortale in Siddharta di Herman Hesse qualche anno prima che si verificasse questa situazione con i miei allievi ed ora emergeva da qualche silenzioso luogo interiore e mi parlava ancora, costringendomi a considerare come mi ero comportato. \u201cPerch\u00e9 dovevo urlare e mettermi ad agitare stupidamente le braccia? Perch\u00e9 dovevo dire al mio allievo che sarebbe stato meglio alzare di pi\u00f9 la randa sull\u2019albero ?\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tentai di rimuovere quell\u2019episodio, ma non ero Siddharta e l\u2019immagine di quella vela floscia mi rimase in mente per tutto quel lungo pomeriggio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tuttavia gli allievi si iscrivono ad un corso di vela per imparare e quella sera mentre eravamo tutti a cena, il timoniere mi chiese di spiegargli cosa avevo voluto che lui facesse quando nel pomeriggio gli avevo segnalato un errore che stava commettendo. Dal suo tono di voce capii che era curioso ed interessato a comprendere cosa avesse potuto fare per migliorare la sua condizione nautica, una sorta di rimedio al suo atteggiamento che aveva tenuto in prossimit\u00e0 del pontile dove lo avevo chiamato per potergli dare dei consigli, cos\u00ec smisi di sentirmi amareggiato e mi concentrai per dargli una risposta. Con una forchetta ed un tovagliolo gli spiegai come poteva meglio lavorare la randa se lui, congiuntamente al suo equipaggio, avesse correttamente alzato la vela per tutta la lunghezza dell\u2019albero. Gli spiegai le forze che erano in gioco e come avrebbe avuto sicuramente maggiore manovrabilit\u00e0 se avesse semplicemente ben ghindato la drizza della randa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quella dimostrazione fu utile, rischiar\u00f2 momentaneamente l\u2019atmosfera. Ma pi\u00f9 tardi, quella sera, mentre ero nuovamente seduto da solo sulla banchina del pomeriggio, circondato dal buio, mi sentivo ancora oppresso dall\u2019immagine della vela floscia. Le parole che non avevo pronunciato mi sgorgarono dentro ed intavolai con il mio allievo una conversazione immaginaria, in cui gli dicevo tranquillamente quello che sentivo di dirgli per correggere i suoi errori commessi durante l\u2019armamento della sua imbarcazione. Prepara tutto quello che ti serve per poter armare la barca. Verifica le condizioni meteo che andrai a trovare durante la tua navigazione, Osserva la natura intorno a te individuando il luogo pi\u00f9 calmo se mai ti dovesse servire rindossarti per poter sistemare qualcosa a bordo che necessita il tuo intervento. Alza la vela per quanto te lo permette l\u2019albero e lascia che sventoli nella brezza. Prepara tutte le scotte in maniera che possano lavorare correttamente. Pensa a come si comporter\u00e0 la barca una volta in navigazione, e come si immerger\u00e0 ed emerger\u00e0 dall\u2019acqua. Ascolta il suono del vento tra il sartiame, il dolce sciacquio dello scafo. Afferra la barra, sentine sulla mano la leggera pressione mentre orzi o poggi per far cambiare direzione allo scafo. Bordeggia e vira in prua o in poppa per seguire la rotta che ti sei prefissato; se la barca sbanda sposta il tuo peso e quello del tuo equipaggio. Aspetta finch\u00e8 non sei sicuro che la tua barca non sia semplicemente un oggetto al di fuori di te, ma un aspetto di te stesso, un tuo prolungamento. Quando sarai consapevole che tu, la barca ed il vento siete una cosa sola, sarai pronto per navigare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Era una predica che aveva un grosso difetto: era rivolta all\u2019aria notturna, ma era meglio cos\u00ec. Mi resi conto che se il mio allievo fosse stato presente, avrebbe fatto esattamente quello che avevo fatto io ai tempi delle prime navigazioni e dell\u2019apprendimento dei primi rudimenti di vela. Avrei si ascoltato ma con un tempo limite dopo di che avrei cominciato ad annoiarmi sperando che la lezioncina finisse al pi\u00f9 presto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Rimasi ancora un po\u2019 seduto nell\u2019oscurit\u00e0 osservando la luna che ricopriva quello specchio d\u2019acqua di una luce scintillante. Dopo un po\u2019 immaginai una delle nostre barche con la vela floscia e in quella visione vidi il mio allievo ghindare la drizza della randa fino in cima all\u2019albero e poi vidi la barca solcare Porto palma nella brezza. Navigava con le sole sue capacit\u00e0, senza che io gli dessi alcuna indicazione. In quel momento ricordai cosa avevo sentito da allievo e che da istruttore avevo dimenticato, e seppi che dovevo dare al mio discepolo la libert\u00e0 di trovare i propri istruttori, come io avevo trovato i miei.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>I miei istruttori li avevo scelti io e non erano loro ad aver scelto me.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>All\u2019interno di ogni corso che ho frequentato al Centro Velico di Caprera ho conosciuto diverse figure di istruttore. C\u2019era quello che sapeva tutto di tecnica, quello che sapeva fare meglio i nodi, quello pi\u00f9 anziano, quello pi\u00f9 entusiasta perch\u00e9 giovane. Tutti avevano delle peculiarit\u00e0 che li faceva differenziare dagli altri. Ma ognuno aveva della caratteristiche diverse e proprio per questo motivo alcuni mi affascinavano maggiormente di altri. Magari anche solo nei modi di fare o nei modi di esporre i propri insegnamenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Ma questo era nella natura delle cose. Alcune persone le senti pi\u00f9 vicine perch\u00e9 ti assomigliano e quindi hai delle somiglianze da condividere, altre proprio perch\u00e9 sono lontane anni luce da te ed allora cerchi quel qualcosa che tu non hai e che vedi nell\u2019altra persona.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Personalmente le scelte caddero sempre su persone che non si erano imposti con consigli gratuiti o sfoggio di conoscenze altisonanti. Se vedevano un principiante dibattersi nel vento, non correvano immediatamente a dirgli come regolare le vele. Ma se quello stesso principiante gli si avvicinava per avere un loro consiglio, non gli voltavano certo le spalle.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Taciturni ? Certamente: quando ero giovane i marinai erano proprio cos\u00ec. Ma erano anche uomini di carattere che non erano avari della propria esperienza, e la dispensavano gratuitamente a chiunque avesse abbastanza buon senso da chiedere il loro aiuto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Stavo seduto sul pontile a scrutare il mare con questi pensieri che mi attraversavano il cervello. Ora la luna, che si era levata al calar del sole, era in mezzo al cielo. Mi alzai di scatto e dopo aver verificato che tutto il corso fosse in branda, crollai sul mio letto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La mattina seguente, quando mi risvegliai, una debole brezza soffiava attraverso al finestra. Camminai per la discesa che portava alla banchina ed aspettai che l\u2019intero corso si preparasse per una nuova giornata di mare. Ma prima che arrivassero gli allievi salii su un Mosquitaire, l\u2019imbarcazione in dotazione al corso precrociera, alzai correttamente le vele, fissai il timone e calai la deriva mobile. Rimasi fermo ad ascoltare la vela che sbatteva, ancora fermo al mio gavitello. Liberai la barca dal suo ormeggio e bordeggiai in Porto Palma, virando in prua che in poppa,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Rientrai con il vento alle spalle e ripresi il mio gavitello fermando la barca al suo posto. Alzai la deriva e stavo per ammainare le vele quando vidi il mio allievo del giorno precedente che, seduto sulla banchina, mi stava osservando intensamente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cLa barca \u00e8 pronta. Prendi le tue cose e preparati a partire\u201d, gli dissi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Vidi che salii a bordo, sistem\u00f2 le sue cose insieme al resto dell\u2019equipaggio che intanto era arrivato sul pontile per imbarcarsi e prese possesso dell\u2019imbarcazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Notai che mise parecchia attenzione alla regolazione della drizza della randa, assicurandosi che fosse ben ghindata. Una volta completato l\u2019armo della barca lasci\u00f2 l\u2019ormeggio insieme alle altre imbarcazioni del corso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Quel giorno era previsto che non mi dovessi imbarcare e cos\u00ec tornai verso la mensa per sorseggiarmi un buon caff\u00e8.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Mentre percorrevo la salita verso la cucina pensai a quello che avevo appena visto colpito dalla particolare attenzione che il mio allievo avesse riposto sulla tensione della drizza della randa e, perch\u00e9 no, sull\u2019intero armamento di tutta l\u2019imbarcazione, stupefatto da come il suo atteggiamento fosse mutato in due semplici giorni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tutto questo \u00e8 accaduto molto tempo fa, ma alla fine ne ho compreso il significato. Tutti hanno bisogno di un maestro, istruttore di vela che sia. Ma non di un maestro qualsiasi. Non abbiamo bisogno di critici che ci stupiscano con le loro conoscenze, e nemmeno di predicatori che ci apostrofino come se non esistessimo nemmeno. Non abbiamo bisogno di gente che ci intimidisca, che ci assilli, che ci insegni meccanicamente o con protocolli stabiliti, perch\u00e9 non servirebbe a niente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Abbiamo solo bisogno di qualcuno che ci mostri come fare un nodo parlato o come fare una virata.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La vita \u00e8 apprendistato: non lo sapevo quando alzai per la prima volta una vela, ma ora lo so. Ci piace pensare che siamo nati con tutte le conoscenze necessarie, e che potremmo arrivare per caso a ci\u00f2 che gi\u00e0 sappiamo perch\u00e9 dentro di noi dalla nascita. Ma se vogliamo imparare, se lo vogliamo veramente, dobbiamo cancellare la vernice protettiva del falso orgoglio e permettere agli istruttori che abbiamo scelto di fare parte delle nostre vite.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dobbiamo trovare quelle persone speciali che racchiudono in se le tradizioni e possono trasmettercele quando abbiamo un gran desiderio di imparare. Possono essere persone incontrate personalmente nelle aule scolastiche, nei cantieri navali o semplicemente in una scuola di vela. Oppure possono essere persone mai incontrate e che mai incontreremo perch\u00e9 appartengono ad altre epoche.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Se vogliamo scrivere, abbiamo bisogno di un maestro che ci parli con voce simile alla nostra. Se vogliamo dipingere abbiamo bisogno di un maestro di cui apprezziamo la visione della luce, della forma e del colore. Se vogliamo comporre, dobbiamo avere un maestro la cui musica ci tocchi l\u2019anima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Se vogliamo andare in barca a vela, dobbiamo avere un \u201cistruttore\u201d che conosca perfettamente il sottile equilibrio tra vento, mare e vela.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Non rividi pi\u00f9 il mio allievo e non so se fu preso dalla malattia di cui mi sono ammalato tanti anni fa, la vela, ma sono convinto che, qualunque cosa abbia fatto, abbia trovato i suoi maestri che gli hanno saputo parlare.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno d\u2019estate, me ne stavo seduto sul pontile dove vengono ormeggiate le barche del secondo corso della Scuola di Vela Centro Velico Caprera. 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