{"id":44,"date":"2025-02-20T16:00:13","date_gmt":"2025-02-20T15:00:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.curone.it\/?p=44"},"modified":"2025-02-20T16:44:18","modified_gmt":"2025-02-20T15:44:18","slug":"crociera-di-capodanno-1985-nel-golfo-del-leone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.curone.it\/?p=44","title":{"rendered":"Crociera di Capodanno 1985 nel Golfo del Leone"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"259\" height=\"194\" src=\"https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/crociera.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-45\" style=\"width:620px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In&nbsp; ogni porto che si giri si sente dire che il grido \u201c\u2026uomo&nbsp; a mare!\u201d&nbsp; rappresenta&nbsp; per&nbsp; lo skipper il&nbsp; fatto&nbsp; pi\u00f9 temibile&nbsp; ed orribile&nbsp; che&nbsp; gli&nbsp; possa&nbsp; capitare&nbsp; andando&nbsp; per&nbsp; mare.&nbsp; Questa affermazione e\u2019 sicuramente corretta, ma viene spontaneo&nbsp; chiedersi che cosa ne pensi a riguardo l\u2019uomo che e\u2019 caduto in acqua \u2026 sempre ammesso che possa raccontarlo a viva voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si era partiti dal porto di ST.MAXIME a bordo di un SUN FIZZ 41 dei cantieri&nbsp; JANNEAU,&nbsp; alla volta delle&nbsp; isole&nbsp; Baleari&nbsp; per trascorrere&nbsp; un tranquillo capodanno preceduto e seguito&nbsp; da&nbsp; una discreta&nbsp; navigazione a vela, in quanto eravamo&nbsp; stanchi del solito programma, per quanto sempre magnifico, dell\u2019isola di Porquerolles. L\u2019equipaggio non poteva essere certo considerato dotato di grandissima esperienza nautica, ma la presenza di un paio dei membri dello stesso con parecchie miglia alle spalle, rinfrancava il morale dello skipper e del sottoscritto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La barca in dotazione sembrava degna di affidabilit\u00e0 assoluta sia dal punto di vista strutturale che da quello organizzativo, in quanto la societ\u00e0 di noleggio godeva del miglior credito possibile, poich\u00e8 da numerosi esercizi commerciali era presente sul mercato del brokeraggio nautico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante i primi giorni di crociera la navigazione si svolse senza particolari accadimenti di rilievo, anche perch\u00e8 la situazione metereologica non presentava&nbsp; condizioni&nbsp; particolarmente impegnative, caratterizzata da un costante afflusso di aria dalle regioni&nbsp; settentrionali a seguito di una perturbazione&nbsp; appena passata che, come ben noto, si manifestava sotto forma di un&nbsp; medio vento&nbsp; da&nbsp; Nord-Ovest&nbsp; uscente&nbsp; dalla&nbsp; bocca&nbsp; del&nbsp; Rodano:&nbsp; vento conosciuto&nbsp; e temuto da tutti i diportisti del Mediterraneo&nbsp; come MISTRAL.&nbsp; A differenza comunque dei racconti che potrete ricevere su questo vento, bisogna ammettere che l\u2019intensit\u00e0 in quei giorni non raggiunse mai pi\u00f9 di 25\/30 nodi, corrispondenti ad un forza 5\/6 della scala Beaufort, il che ci consent\u00ec di poter fare vela in tutta tranquillit\u00e0 e progettare in buona sicurezza la traversata fino al porto di Minorca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I problemi sorsero giusto all\u2019uscita dal porto di Marsiglia la sera&nbsp; del 29 Dicembre, quando, dopo poche miglia di navigazione, ci si rese conto di essere decisamente sovrainvelati per quelle condizioni:&nbsp; portavamo in quel momento una mano di terzaroli alla randa ed un fiocco uno a prua.&nbsp;Lo skipper decise quindi di ridurre ulteriormente la velatura di prua&nbsp; forte dell\u2019esperienza che si sarebbe sentito pi\u00f9 sicuro tenendo la barca&nbsp; maggiormente invelata di randa. Oltre a ci\u00f2 pensava che, se le&nbsp; condizioni fossero peggiorate, sarebbe risultato meno rischioso mandare un uomo a prendere una seconda mano di terzaroli che mandarlo a prua a cambiare un fiocco, una volta che il mare si fosse fatto&nbsp; pi\u00f9 minaccioso.&nbsp;A questo punto, non certo perch\u00e8 preso da spirito&nbsp; eroico e combattivo, considerato che l\u2019andare a prua con mare e vento lo ho sempre considerato come impresa difficile e bagnata, presi il sacco&nbsp; del fiocco due e raggiunsi carponi la prua, aiutato fino all\u2019altezza&nbsp; dell\u2019albero da un altro membro&nbsp; dell\u2019equipaggio.&nbsp; E\u2019 quasi&nbsp; scontato&nbsp; dire che indossavo la regolamentare cintura di sicurezza presa tra quelle in dotazione alla barca,&nbsp; mentre ero sprovvisto, per problemi di impaccio, del salvagente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto i fatti si svolsero in tale veloce sequenza che, al ricordo, rivedo il tutto come un fatto unico e non frazionato nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giusto il tempo di ingarrocciare il nuovo fiocco e comandare l\u2019ammainata del vecchio, che mi trovai immerso completamente in un onda in cui la barca si era ingavonata di&nbsp; prua, tanto che, nonostante fossi ben saldo con entrambe le mani allo strallo, venni scaraventato in mare dalla forza dell\u2019acqua.&nbsp; Neanche&nbsp; mi accorsi che la cintura di sicurezza era stata divelta dalla life-line e che quindi non ero pi\u00f9 vincolato in alcun modo alla barca.&nbsp; Mi ricordo che i primi pensieri furono relativi alle percentuali che&nbsp; solitamente si raccontano alla scuola di vela, sulla possibilit\u00e0 che un uomo caduto in mare potesse venire recuperato, ma al momento questo non mi preoccupo\u2019 assolutamente. Ero invece ben&nbsp; cosciente della assoluta inutilit\u00e0 di alcun sforzo da parte mia per raggiungere l\u2019imbarcazione, pensiero talmente insistente che mi misi \u201ctranquillamente\u201d a fare il morto in attesa degli eventi.&nbsp;Da parte mia non persi mai di vista l\u2019imbarcazione che stava manovrando per recuperarmi, ed ero tutto sommato abbastanza fiducioso sulle capacita\u2019 nautiche dell\u2019equipaggio.&nbsp; Comunque,&nbsp; nonostante&nbsp; il&nbsp; periodo, non ero ancora infreddolito&nbsp; poich\u00e8 indossavo&nbsp; alcuni indumenti di lana e la cerata che, per quando in due pezzi, fungeva da buona riserva di galleggiamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019imbarcazione quindi mi accosto\u2019&nbsp; (dopo&nbsp; mi dissero che fecero tutta la manovra a motore) e parecchie mani mi trasportarono letteralmente a bordo senza troppi riguardi.&nbsp;Mi ritrovai nuovamente sulla barca tra i festeggiamenti di tutti,&nbsp; senza tuttavia rendermi conto del perch\u00e8 mi facessero cosi\u2019 tante feste, ma tutto questo duro\u2019 credo circa un paio di minuti, dopo di che, come se fossi venuto a conoscenza solo allora di quello che mi&nbsp; era capitato, scoppiai in una crisi violenta di pianto e cominciai ad accusare&nbsp; tremiti in tutto il corpo tanto che mi imbottirono di calmanti e fui relegato nella mia cuccetta, da cui non usci\u2019 per un giorno intero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pare scontato &nbsp;dire&nbsp; che&nbsp; dopo&nbsp; tale&nbsp; avvenimento&nbsp; si&nbsp; rinuncio\u2019 alla traversata per optare verso un programma pi\u00f9 tranquillo, passando il&nbsp; capodanno&nbsp; in quel di Marsiglia in un raffinato ristorante della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In merito alla soluzione adottata per il recupero, posso logicamente solo riferire il racconto dello skipper fattomi in seguito.&nbsp;Lo skipper si venne a trovare nel momento in cui cadde l\u2019uomo a mare, con una&nbsp; velatura inadatta&nbsp; per eventuali manovre a vela, dal momento&nbsp; che&nbsp; portava solo la randa mentre la vela di prua era gi\u00e0 stata ammainata: era quindi una imbarcazione che poteva difficilmente manovrare a vela, se non dopo aver issato nuovamente un fiocco. Si decise quindi di procedere al recupero tramite l\u2019ausilio del motore,&nbsp; ammainando logicamente&nbsp; anche la randa. Fu a questo punto effettuata&nbsp; una accostata decisa che riporto\u2019 l\u2019imbarcazione sui suoi passi fino a trovarsi sopravvento al malaugurato, scadendo sopra lo stesso con elica in folle. Il malcapitato fu recuperato dal bordo sottovento, facendo sbandare di parecchio la barca tramite il peso dell\u2019equipaggio, spostato di conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cercare di individuare un alternativa al comportamento dello skipper&nbsp; in quella specifica circostanza, mi appare, permettetemi,&nbsp;&nbsp; decisamente&nbsp; ingiusto.&nbsp; Potrei tentare di indicarne un\u2019altra partendo&nbsp; dalla pura teoria , ricercandola nel tentativo di navigare a vela , pur di sola randa, passando vicino all\u2019uomo a mare e lanciandogli una cima al momento opportuno, per poi recuperarlo mettendo la prua al vento. Logicamente tutto questo deve essere supportato dal fatto che &nbsp;l\u2019uomo sia cosciente, collaborante e non in preda al panico, conditiones sine qua non affinche\u2019 si possa sperare di effettuare correttamente la manovra di recupero.&nbsp;Voglio tuttavia sottolineare che tutte queste indicazioni pero\u2019 derivano dalla pura teoria e non sono assolutamente confermate dalla pratica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I commenti derivanti da un tale accaduto sono sicuramente&nbsp; molti, a&nbsp; partire&nbsp; dal&nbsp; perch\u00e8 si era lo stesso partiti per una tale navigazione pur con una situazione meteo non certo agevole, per arrivare al fatto di essere usciti dal porto avendo fatto una pessima valutazione delle condizioni di vento in essere in quel momento, e quindi portando troppa tela per l\u2019occasione. Certo queste considerazioni potrebbero trovare rimedio e soluzione in una&nbsp; maggiore&nbsp; esperienza di navigazione. Personalmente penso che si debba riflettere su due fatti: in primo luogo, non fidarsi assolutamente delle dotazioni di sicurezza delle barche a noleggio dal momento che queste passano di mano in&nbsp; mano a migliaia di persone che spesso non pensano&nbsp; che certi comportamenti, per loro irrilevanti, potrebbero&nbsp; comportare&nbsp; dei guai per i successivi noleggiatori. E\u2019 il caso del&nbsp; riporre le cinture di sicurezza in maniera non corretta, spesso&nbsp; bagnate&nbsp; o sporche di benzina o altro; in questi casi il materiale di cui sono composte finisce per deteriorarsi velocemente per arrivare a non sopportare pi\u00f9 i carichi previsti. Proprio per questo motivo da allora mi sono munito di una cintura di sicurezza personale a cui&nbsp; tengo moltissimo, ricoprendola di mille cure ed avendola modificata (moschettone con carico di rottura superiore, sostituzione delle impiombature&nbsp; con delle sempre affidabili gasse, etc) secondo dei criteri personali di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondariamente sta il fatto che assolutamente bisogna imparare ad usare il giubbotto di salvataggio durante tutte le&nbsp; operazioni in&nbsp; coperta&nbsp; quando le condizioni&nbsp; lo&nbsp; richiedono:&nbsp; vento, mare, notte.&nbsp;Posso infatti ritenermi fortunato di non aver&nbsp; ricevuto&nbsp; alcuna botta&nbsp; in&nbsp; testa e quindi di essere rimasto cosciente per il periodo necessario, ma non oso pensare come sarebbe finita se fossi caduto in acqua semisvenuto senza alcun mezzo di galleggiamento ausiliario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come commento finale comunque devo dire che il fatto di essere stato protagonista di una tale avventura non crea ne particolare gioia ne&nbsp; alcun vanto nei confronti di coloro che non ci sono passati in&nbsp; mezzo. L\u2019unica emozione che suscita in me e quella di ira nei miei confronti per la mia sbadataggine ed imprudenza, considerando il fatto che durante le interminabili lezioni alla scuola di vela sono solito interstardirmi su delle questioni di sicurezza che probabilmente&nbsp; potrebbero essere soddisfatte in poche parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In&nbsp; ogni porto che si giri si sente dire che il grido \u201c\u2026uomo&nbsp; a mare!\u201d&nbsp; rappresenta&nbsp; per&nbsp; lo skipper il&nbsp; fatto&nbsp; pi\u00f9 temibile&nbsp; ed orribile&nbsp; che&nbsp; gli&nbsp; possa&nbsp; capitare&nbsp; andando&nbsp; per&nbsp; mare.&nbsp; Questa affermazione e\u2019 sicuramente corretta, ma viene spontaneo&nbsp; chiedersi che cosa ne pensi a riguardo l\u2019uomo che e\u2019 caduto in acqua \u2026 sempre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-44","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-manuale-di-vela"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=44"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":76,"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/44\/revisions\/76"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=44"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=44"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.curone.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=44"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}