{"id":19,"date":"2024-11-15T14:03:37","date_gmt":"2024-11-15T13:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.curone.it\/?p=19"},"modified":"2025-02-20T15:49:16","modified_gmt":"2025-02-20T14:49:16","slug":"vento-reale-e-vento-apparente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.curone.it\/?p=19","title":{"rendered":"Vento reale e vento apparente"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"321\" height=\"157\" src=\"https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/vento.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-42\" style=\"width:620px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/vento.png 321w, https:\/\/blog.curone.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/vento-300x147.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 321px) 100vw, 321px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>A circa diciotto anni sono diventato istruttore di vela presso la mitica scuola dell\u2019arcipelago del La Maddalena in Sardegna. Questo dopo aver frequentato per anni i corsi come allievo e aver ricevuto la proposta a far parte del corpo docente della stessa. All\u2019inizio questo mi era sembrato una naturale prosecuzione della mia attivit\u00e0 velica presso quella scuola ma, in realt\u00e0 faceva parte della mia crescita personale, sia come marinaio ma, pi\u00f9 che altro, come uomo. Spesso durante la mia carriera come docente di uno sport nautico mi \u00e8 stata rivolta la domanda che il velista neofita, normalmente rivolge all\u2019istruttore di turno. Consiste in: \u201cqual\u2019\u00e8 la differenza fra vento reale e vento apparente?\u201d. La risposta che normalmente ho sentito dare da parte dei miei colleghi \u00e8 stata sotto forma di concetti, spesso astrusi, come il principio di Bernoulli e la teoria del volo. Ammetto che anche io nell\u2019esercizio dei primi anni come istruttore mi sono affidato nel trovare le risposte alle domande che mi venivano poste, ai manuali attraverso cui sono stato formato e che per me rappresentavano una sorta di vangelo della vela. Cos\u00ec facendo le spiegazioni che fornivo erano piene di concetti teorici, di affermazioni dogmatiche che spesso avevano pi\u00f9 le sembianze di certi \u201ccredo\u201d piuttosto che di elaborazioni scientifiche applicate allo sport. Certamente questa sono le risposte che formalmente \u00e8 bene che si diano, legittimate anche dal fatto che chi le formule, le domande, non possiede una barca ed in vita sua non ha mai lasciato la terraferma. Al pi\u00f9, nella migliore delle ipotesi, ha preso in prestito alla biblioteca comunale un sacco di libri sulla vela o visto filmati in internet, o in televisione e in quel momento sta cercando delle conferme a quanto aveva appreso razionalmente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Per quanto mi riguarda, al contrario, ho imparato con il tempo che probabilmente non dovessero essere queste le risposte che taluno cerca nel formulare determinate domande.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dico questo in quanto quando ero alle prime armi ho conosciuto innumerevoli marinai, che padroni della teoria della vela, non si facevano il minimo riguardo a spiegarmela nei dettagli pi\u00f9 tecnici. Alla stessa stregua, anche i primi istruttori che ho avuto la fortuna di frequentare, si sono comportati alla stessa&nbsp; maniera: a domanda tecnica recuperavano una risposta ancora pi\u00f9 tecnica. L\u2019unico problema era che non erano capaci di andare in barca oppure ne erano capaci, ma la pura poesia di una barca in movimento era al di la della loro comprensione. Fu il singolare modo di esprimersi di uno di questi a rendermi per la prima volta consapevole del delicato equilibrio che si doveva stabilire tra me, la barca ed il mare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Costui, salito in barca con me la prima volta, si mise al timone afferrandolo dolcemente tra il pollice e l\u2019indice, quasi stesse ascoltando con le dita il suono dell\u2019acqua che saliva attraverso il timone. Era come un musicista che suonasse uno strumento attentamente accordato. \u201cDevi andare con il vento \u2013 mi disse \u2013 Quando sei in barca, devi sempre andare con il vento\u201d. La lezione consisteva che dovevo smetterla di governare a forza e fare pi\u00f9 attenzione a quello che voleva fare la barca. Dovevo tenere il timone delicatamente tra pollice ed indice, come mi era stato semplicemente mostrato. Dovevo lasciare andare la barca, lasciare che orzasse un po\u2019 finche la penna della vela si metteva a svolazzare leggermente, e poi dovevo timonare fuori dal vento quel tanto da permettere alla brezza di riempire ancora la vela e da farla smettere di fileggiare. Attenzione, questo non significa non avere obbiettivi ma \u00e8 il metodo che utilizzo per raggiungerli che \u00e8 diverso. Essere una cosa sola con il vento significa essere a casa ovunque nel mondo, liberi da ogni giudizio morale. Il marinaio che si rifiuta di assecondare il vento calibra la sua rotta su un punto fermo della terra, un segnale, un faro, il campanile di una chiesa. Si tiene strettamente legato a qual punto, come un re alla sua corona o un fanatico alle sue certezze, immune alle correnti che gli turbinano intorno al capo. Non naviga con il vento, naviga con i suoi dogmi, e i suoi dogmi gli ottundono i sensi privandolo della sua capacit\u00e0 di vedere, di pensare, di sentire, di rispondere ai propri interrogativi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E\u2019 un marinaio sprecone; consuma pi\u00f9 vento di quanto ne abbia bisogno per andare dove deve andare, e nella rincorsa ad arrivare per primo ad un obbiettivo sopravvento \u00e8 l\u2019ultimo a tagliare il traguardo. Ma questo \u00e8 il meno, perch\u00e9 di tutti i timonieri che conosco \u00e8 sicuramente il meno felice, dal momento che non possiede la luce. In fondo, tutto quello che ha da dimostrare in una traversata sono i suoi principi, e questo \u00e8 il suo dramma.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>E\u2019 come un giudice a cui importa pi\u00f9 il rispetto letterale della legge che l\u2019imputato, o come un imprenditore pi\u00f9 interessato ai profitti a breve termine che al benessere dei suoi dipendenti. La caratteristica principale di queste persone \u00e8 la loro totale rigidit\u00e0: rifiutano di adattarsi, aderiscono scrupolosamente ai propri regolamenti, regole e programmi, anche se il mondo cristallino si infrange davanti ai loro stessi occhi. Mi chiedo come mai perseguano con tanta caparbiet\u00e0 la propria autodistruzione, e la risposta, almeno in parte, \u00e8 che sono come il marinaio che non ha mai imparato ad andare con il vento.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In questo momento della mia vita, sono improvvisamente arrivato alla conclusione che non ho una destinazione, non ho una vera destinazione, letteralmente. La met\u00e0, il luogo verso il quale tende la mia esistenza, \u00e8 il viaggio stesso, e non un punto di arrivo. Come ci arriver\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 importante che se ci arriver\u00f2, e ci\u00f2 che soprattutto devo ricordare \u00e8, ora pi\u00f9 che mai, di ascoltare il vento, perch\u00e9 lui mi dir\u00e0 cosa fare.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A circa diciotto anni sono diventato istruttore di vela presso la mitica scuola dell\u2019arcipelago del La Maddalena in Sardegna. Questo dopo aver frequentato per anni i corsi come allievo e aver ricevuto la proposta a far parte del corpo docente della stessa. 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